“Ho sempre pensato che il ruolo dell’insegnante non mi appartenesse nel profondo. Ma la vita volle che a diciannove anni ottenessi la mia prima cattedra di insegnamento in conservatorio. Da quel giorno incominciò una mia crescita a livello individuale e musicale. Cominciai a capire quanto fosse importante trasmettere un sapere frutto di continui ragionamenti e cambi di rotta.

 

Con il tempo incontrai insegnanti di altissimo livello, che mi donarono il loro sapere, ma nel mio cuore Antonio Janigro rappresenta a tutt’oggi un punto di riferimento particolare. A lui devo tutto quello che è il mio amore per lo strumento come mezzo per trasmettere le emozioni. Con un grande didatta come lui ho capito che insegnare sarebbe stata una sorta di missione: dovevo solo scegliere quale direzione prendere.

 

Adoro concepire per ciascuno dei miei allievi un percorso differente, in base non solo alle qualità musicali che intravvedo, ma soprattutto nella ricerca continua di capirne le esigenze espressive per essere loro d’aiuto. Cerco di farli crescere ponendo la loro attenzione non solo sull’aspetto tecnico, ma sui contenuti della musica e sul rapporto che l'artista di oggi deve avere con la società.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Ogni studente può avere uno stretto rapporto con me e cerco di adoperarmi affinché si possano fare progetti dove i ragazzi suonano al mio fianco in occasioni di livello professionale. Mi piace poter fare musica da camera con loro e sostenerli nella loro crescita artistica.

 
 

Per questo motivo ho fondato Amiata Music Master: all’interno dell’Amiata Piano Festival, ogni anno segnalo alcuni studenti meritevoli che possano suonare nel Forum Bertarelli insieme ad artisti professionisti. È un progetto che regala al pubblico emozioni straordinarie. Inoltre questo format concertistico-didattico dona ai ragazzi un’esperienza che li può proiettare a tutti gli effetti nella vera dimensione professionale.

Credo profondamente che il ruolo di un didatta non si possa fermare nel momento in cui si porta ad un diploma uno studente. È molto difficile, ma altrettanto gratificante, poter seguire i primi passi sul palco di un esordiente e sostenerlo senza risultare invadente. Questo è appunto il mio obiettivo.”

Silvia Chiesa